2 maggio 2016

Un primo incontro ravvicinato potrebbe avvenire tra 1.500 anni!

Uno studio americano pubblicato sul sito arXiv.org suggerisce che in un lontano futuro potremmo stabilire il tanto atteso contatto con i rappresentanti di ipotetiche civiltà extraterrestri. 
Il giorno in cui sarà possibile mettersi in contatto con degli extraterrestri il cui livello di evolutivo potrebbe essere paragonabile al nostro dovrebbe avvenire non prima di 1.500 anni. A riferirlo sono alcuni scienziati della Cornell University, Stati Uniti secondo i quali questo lungo periodo di attesa è dovuto al fatto che probabilmente non dovrebbero esistere altre civiltà avanzate entro 40 anni luce, un lasso di tempo ragionevolmente accettabile per qualsiasi mortale. Secondo gli scienziati, i tentativi di stabilire un contatto con i nostri vicini galattici sono stati già intrapresi in passato, i cui risultati non hanno permesso di ottenere alcun riscontro positivo. 
Nel 1936, durante i Giochi Olimpici di Berlino, fu inviato nello spazio un forte segnale per cui è ragionevole ipotizzare che il tempo trascorso da quella data dovrebbe essere sufficiente affinché un'evoluta civiltà extraterrestre potesse ricevere e rispondere al segnale. In aggiunta, sono state rilevate più di 8.500 stelle e 3.500 esopianeti simili alla Terra distanti solo 80 anni luce. 
La Via Lattea con i suoi 200 miliardi di stelle e più di 83 miliardi di pianeti simili alla Terra potrebbe essere il luogo ideale dove cercare ipotetiche civiltà avanzate. Gli astronomi affermano che la possibilità che possa esistere una civiltà intelligente in una zona remota dell'universo a 40 luce dalla Terra non dovrebbe superare un decimillesimo delle possibilità . Per giungere a questa conclusione, gli scienziati si sono avvalsi dell'equazione di Drake per stimare il numero potenziale di civiltà extraterrestri che potrebbero nascondersi all'interno della nostra galassia. L'obiettivo principale fissato dagli astronomi nel loro studio è stato quello di negare il paradosso di Fermi, secondo il quale delle civiltà avanzate avrebbero dovuto figurare tra i molteplici sistemi planetari e rendersi visibili dalla Terra attraverso la propagazione di onde radio.
Questo paradosso potrebbe essere risolto accorciando le distanze spaziali ove individuare esopianeti potenzialmente abitabili offrendoci la possibilità di trovare altre forme di vita intelligente su quei pianeti molto simili alla Terra.

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