24 giugno 2014

MISTERI NEI CIELI / Scie luminose sopra alla Mandria: «Erano Ufo»

PADOVA. Quello occorso sabato scorso sopra i cieli fra Padova zona Mandria, Selvazzano e Galzignano è senza dubbio un avvenimento strano, che potrà dare adito a dubbi, ma che unito a centinaia di altri eventi simili pone la necessità di una più ampia riflessione. Sono le 23.10 di sabato 14 giugno, la signora R.C., appassionata di calcio, si sta preparando nel salotto della sua casa nel quartiere San Domenico di Selvazzano a godersi la partita Italia-Inghilterra. Improvvisamente, R.C. avverte la necessità di andare verso la camera da letto, dove la persiana lascia intravvedere uno spiraglio di cielo notturno. Qui, come spinta da una necessità indefinibile, la signora si china in una posizione scomoda per guardare fuori dalla finestra; in quel momento una sfera luminosa, in prospettiva grande come una pallina da ping pong, arancione e bordata di un alone bianco, si sposta nel cielo davanti alla finestra a velocità troppo sostenuta per essere un aereo, a bassa ma indefinibile quota. R.C. afferra il suo tablet e corre verso il cortile, dove un’ampia porzione di cielo si apre alla vista; alza gli occhi alla ricerca di altri “oggetti”... che arrivano. Una, due, tre sfere uguali alla prima percorrono il cielo davanti agli occhi della signora a intervalli regolari, in fila indiana e in direzione nordest-sudovest: vengono dai quartieri Chiesanuova, Montà e Due Palazzi, hanno lambito il centro storico e si dirigono verso Galzignano. Alla quinta sfera, R.C. chiama sua madre, L.C., che accorre in tempo per vedere le ultime due. R.C. alza tardivamente il tablet, catturando nel filmato forse l’ultima sfera in transito, forse solo un riflesso; è il colonnello Roberto Doz, ex pilota dell’Aeronautica Militare e esperto di ufo di fama internazionale, mente tanto analitica e inquisitiva da ottenere la stima persino di una “scettica blu” come Margherita Hack, a raccogliere per primo la testimonianza delle signore. «Sul video nutro dubbi» spiega «ma ritengo l’avvistamento di per sé probabilmente autentico. La rarità è costituita dalla linearità delle traiettorie: gli altri avvistamenti raccontano di formazioni, a croce, a triangolo, a ferro di cavallo». Colpisce Doz anche la spinta di R.C. ad avvicinarsi alla finestra senza apparente ragione: trasporto psichico, carica emozionale, comunque la si chiami quella pulsione atavica ricorre spesso in questi tipi di avvistamenti. Si potrebbe dire, però, che è quantomeno strano che le sfere, dopo aver lambito la città, non siano state avvistate da altri. Non sorprende, infine, la direzione delle sfere: da sempre i Colli Euganei sono teatro di simili o più eclatanti avvistamenti. Resta nella memoria la storia di due militari, che sul finire degli anni '80 si gettarono da un dirupo del Monte Venda perché, a loro dire, una sfera simile a quelle viste da R.C. stava calando su di loro.

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