15 gennaio 2011

The Royal Society: nasce la "Scala di Londra" per i contatti extraterrestri



Mentre la comunità ufologica discute degli ultimi avvistamenti di UFO, dei “cables” inutili di Wikileaks e dell'enigmatica moria di animali in tutti il mondo ipoteticamente connessa con “poli magnetici” in presunta e rapida inversione o “ignote turbolenze”, è notizia di queste ultime ore che la prestigiosa Royal Society britannica ha proposto la cosiddetta “London Scale” (Scala di Londra) per i contatti extraterrestri. Prendendo come spunto la famosa “Rio Scale” (scala ordinaria da 0 a 10, usata per quantificare l'impatto di ogni annuncio pubblico riguardo all'evidenza di intelligenza extraterrestre), la Scala di Londra si pone come diretta evoluzione di quella di Rio e, anche, della famosa equazione di Drake.
Suddetta scala, che porta l'acronomo preciso di LSI (London Scale Index), è definita in termini matematici dalla formula LSI = Q x δ, varia da 0 a 10 e dove Q è la somma dei valori di quattro parametri di seguito elencati:
La forma di vita annunciata, la natura delle prove, il tipo di metodo utilizzato nella scoperta e la distanza dalla Terra in cui è stata trovata questa nuova forma di vita.
Questa somma è moltiplicata per δ , ossia un fattore di fiducia di chi ha proferito l'annuncio. Questo va da fraudolento (0), prevalentemente non veritiero (0,1), controverso ma non scartabile (0,2), testato ma necessita di ulteriori prove (0,3), prevalentemente veritiero (0,4) e, infine, certo o molto affidabile (0,5).
Per quanto riguarda i rischi sociali associati all'annuncio della scoperta di vita extraterrestre, questi vengono inseriti separatamente.
E i rischi non vengono circoscritti solo all'ambito sociale ad un simile annuncio. Infatti la “London Scale” pone l'accento, anche, sul rischio contaminazione. E questa problematica è considerata di due tipi: la prima riguarda la contaminazione di “mondi alieni” con trasporto di microbi terrestri, mentre la seconda riguarda invece la contaminazione della Terra da parte di vita extraterrestre, sia che essa avvenga in modo naturale (esempio come polvere cosmica e meteoriti) o attraverso azioni umane (raccolta di campioni e analisi di vita extraterrestre in laboratori). Un improvviso ed azzardato errore di ciò (fattore umano) potrebbe liberare patogeni ET sulla Terra e rappresentare un concreto rischio biologico. Ecco perchè esiste, ad esempio per gli astronauti, la procedura della “quarantena” dopo aver effettuato le relative missioni spaziali.






La “Scala di Londra”, importante svolta statistica e matematica per i contatti extraterrestri, è stata proposta dal ricercatore Ivan Almar (foto in alto), dell'Osservatorio Konkoly dell'Accademia di Scienze dell'Ungheria, e da Margaret Race dell'Istituto SETI (EUA). Il SETI, come tutti sanno, è l'associazione scientifica dedita alla ricerca di segnali provenienti da civiltà extraterrestri intelligenti nell'Universo.
La “Scala di Londra” non annulla la cosiddetta “Scala di Rio, anzi la implementa in modo significativo. E, per concludere, la “Scala di Rio” (precedente alla Scala di Londra) inserisce anche la possibilità di trovare artefatti ET. Infatti a pagina 683 del documento scientifico inerente la Scala di Londra si legge che “un credibile manufatto costituirebbe la prova di intelligenze ET, anche senza esseri extraterrestri”.
Un documento, quello della London Scale, che verrà approfondito a breve dal nostro Walter Conidi.

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