23 dicembre 2011

AUGURI DI BUONE FESTE

Salvatore Giusa, 
il CUS e lo staff di SiciliaUFOResearch 














vi augura...

19 dicembre 2011

Scoperti dei batteri "marziani" sui monti del Nord America


Batteri “marziani”, capaci di vivere in condizioni estreme e molto simili a quelle presenti nel sottosuolo del Pianeta Rosso, sono stati identificati in un condotto lavico della Catena delle Cascate, un sistema montuoso del Nord America caratterizzato da imponenti vulcani. La scoperta, firmata dai ricercatori della Oregon State University e finanziata anche dalla Nasa, è pubblicata sulla rivista Astrobiology.

Sono batteri in grado di proliferare in condizioni estreme - "Questi microbi appartengono a uno dei generi di batteri più comuni sulla Terra - afferma la ricercatrice Amy Smith -. Ciò che li rende unici è la capacità di crescere in condizioni molto simili a quelle presenti su Marte". I batteri sono stati scoperti in un condotto lavico vicino al cratere di Newberry, in Oregon, a 1.500 metri di altitudine, dove vivono nel ghiaccio a temperature molto basse e con pochissimo ossigeno a disposizione. Qui riescono a crescere senza nutrirsi di sostanze organiche, ma assorbendo energia dall'ossidazione del ferro contenuto nell'olivina, un minerale di origine vulcanica presente sia sulla Terra che su Marte.

Vita possibile anche su Marte - All'interno del condotto lavico sono state rinvenute anche alcune rocce che presentano tracce molto particolari, create probabilmente dagli stessi microrganismi. I ricercatori sostengono che siano molto simili a quelle rinvenute su un meteorite proveniente da Marte. "Le condizioni presenti nel condotto lavico non sono così estreme come quelle marziane - spiega il ricercatore Martin Fisk - ma il nostro studio dimostra che questi batteri possono sopravvivere in condizioni molto simili. Sappiamo che l'olivina è presente su Marte, e ora sappiamo anche che l'olivina può supportare la vita dei batteri". "Nel passato, quando su Marte la pressione atmosferica e la temperatura erano più alte, avrebbero potuto fiorire degli ecosistemi basati su questo tipo di batteri", aggiunge il collega Radu Popa. "I segni lasciati dai batteri sui minerali possono quindi diventare un utile strumento per capire se c'è stata vita su Marte".

19 dicembre 2011 Fonte: Redazione Tiscali

16 dicembre 2011

Le nuove analisi non sciolgono il rebus sull’UFO di Agrigento

Sono anni che il Centro Ufologico Siciliano lavora all’avvistamento UFO di Agrigento. Un caso documentato da una fotografia che fu, già all’epoca, al centro di serrate analisi ma di cui non si trovò una spiegazione convenzionale condivisa. Recentemente Salvatore Giusa, presidente del CUS, ed il suo team, hanno operato un nuovo tentativo senza successo. L’oggetto volante presente nella foto rimane ancora senza una soluzione al rebus per gli esperti siciliani.

In una nota, Salvatore Giusa commenta così quell’episodio su cui indagò in prima persona, mettendo in risalto le peculiarità dell’avvistamento in questione. “E’ uno dei reperti più interessanti presenti nel nostro archivio -spiega il presidente del CUS- e sul quale in questi anni abbiamo tentato più volte di fare luce.

La foto venne realizzata nel Maggio del 2004, durante la festa del Mandorlo in fiore Agrigento.

Secondo il testimone, che nel corso degli anni abbiamo più volte interrogato, ha sempre confermato la sua versione iniziale. In pratica, durante lo scatto fotografico non c’era nessun oggetto visibile. Solo rientrando a casa, e scaricando la foto sul PC, ha notato lo strano oggetto volante non identificato. Un altro caso degno di nota, perché si riallaccia al discorso di invisibilità da parte di questi straordinari velivoli. Infatti non è l’unico episodio simile nel quale i presunti UFO si manifestano solo ad una visione successiva degli scatti”.

Salvatore Giusa mette in risalto anche come, il soggetto fotografato, presenti caratteristiche degne di ulteriori approfondimenti. “Si nota intorno dell’oggetto una sorte di cerchio luminoso: causato dai riflessi del sole a causa della sua struttura metallica? Un caso molto interessante sul quale dopo tanti anni stiamo ancora indagando. Non possiamo dare un giudizio finale su cosa esso sia, ma per certo possiamo affermare che il testimone è la foto sono genuini”. (Foto: per gentile concessione del Centro Ufologico Siciliano)




Fonte: notiziefresche.info

13 dicembre 2011

ll Vaticano e la vita extraterrestre


Per moltissimi anni gran parte delle pubblicazioni cattoliche sono state decisamente scettiche riguardo all'argomento UFO. Recentemente questo atteggiamento sta cambiando tanto che si sommano sempre di più i pareri possibilisti o addirittura favorevoli. Il 23 aprile 1999 a Parma durante una conferenza Monsignor James Schianchi, docente di Morale all'Istituto di Scienze Religiose di Parma, ha affermato che "non c'è contrasto tra la dottrina cristiana e l'eventuale esistenza di di intelligenze extraterrestri. Non possiamo certo precludere alla grandezza di Dio la possibilità di avere creato altri mondi ed esseri. Un atteggiamento di chiusura nei confronti di quest'potesi sarebbe per lo meno provinciale. Se pensiamo alle Scritture, ma anche all'archeologia babilonese (si riferisce alla tesi di Sagan e Shklovskij in 'La vita intelligente nell'universo', poi ripresa da Zecharia Sitchin in 'Il decimo pianeta', secondo cui i Sumeri ebbero contatti con civiltà extraterrestri NdR), abbiamo numerosi segni della possibile esistenza di intelligenze intermedie tra Dio e gli uomini. Nella Lettera ai Filippesi S. Paolo parla di Gesù come signore di tutte le potenze del cielo e della terra. Signore, non redentore. E' quindi ipotizzabile che creature di dio diverse dall'uomo non si siano macchiate dal peccato di Adamo ed Eva". Padre George Coyne, direttore della Specola Vaticana, nel 1993 dichiarò (salvo poi smentire tutto qualche tempo dopo) in merito alla possibile esistenza di altri mondi abitati che "la chiesa avrebbe dovuto addestrare dei missionari da inviare nello spazio per portare la parola di Dio ad eventuali extraterrestri".
E ancora il 7 gennaio 2002 ribadisce in una intervista al Corriere della Sera: "[la possibilità di vita su altri pianeti...] è una prospettiva che appassiona, ma bisogna andarci cauti. Per il momento non c’è alcuna evidenza scientifica della vita. Ma stiamo accumulando osservazioni che indicano tale possibilità. L’universo è tanto grande che sarebbe una follia dire che noi siamo l’eccezione. Il dibattito è aperto e complesso. Immaginiamo dunque che ci sia”. In realtà la Chiesa cattolica non ha mai avuto un atteggiamento preciso in merito, lasciando ad ognuno la libera interpretazione. Nella bibbia infatti (apparentemente) non si parla della possibilità o no che esistano altri mondi abitati. E' comunque molto indicativo che in Vaticano esiste una cattedra di parapsicologia (ESP) ed ufologia e che la chiesa si sia sempre occupata di studi esobiologici collegati al SETI. Nonostante queste dichiarazioni il Cattolicesimo, così come tutte le altre religioni rivelate, presenta ancora diverse remore nell'accettare la possibilità che esista la vita su altri mondi. Se esistessero civiltà aliene
significherebbe che Cristo non è morto 'in esclusiva' per il genere umano ma saremmo
solo uno tra i tanti popoli salvati; oppure non ce ne sarebbe stato bisogno in quanto esseri senza peccato. E tutto questo va contro anni di insegnamento religioso, egocentrismo ed onnipotenza umana.
Concludo dicendo siamo davvero cosi egoisti da pensare che siamo l’unica razza
nell’universo?…. E soprattutto leggendo la bibbia vediamo che DIO creo l’uomo a
sua immagine e somiglianza e sarebbe ancora piu egoistico quindi pensare che
noi esseri umani possiamo crederci piu perfetti di altre fantomatiche creature
presenti nell’universo perche simili alla somma e onnipotente divintà...

Fonte:Matthiew - AltraNews 

MISTERIOSO OGGETTO RIPRESO DALLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE

Il misterioso oggetto è stato catturato in diretta dalla ISS il 7 dicembre 2011 e appare nel minuto 5:55 del video, posizionato sul lato sinistro. Apparentemente l'oggetto è in orbita intorno alla Terra e non sembrano esserci artefatti conosciuti. Potete vedere piccoli movimenti nella sua struttura. Il video dura circa 2 minuti prima di essere stato censurato dalla NASA per via appunto dell''anomalia.



L'acquisizione di alcuni fotogrammi presi dal video, mostra la strana struttura dell'oggetto a forma di sigaro che si può vedere meglio nei fermo immagine. L'Ufo dopo aver stazionato per qualche minuto vicino alla ISS, scompare nel nulla, dissolvendosi pian piano.





Fonte segnidalcielo.it




5 dicembre 2011

Gli UFO senza tabù: un confronto sui casi di Abduction



Interazione tra umani ed alieni. Uno dei temi pregnanti del fenomeno UFO da decenni. Senza dubbio uno degli argomenti più delicati e controversi della tamtica. In un convegno, svoltosi in Sicilia il 2 dicembre, il Progetto Ufo Signs e il Centro Ufologico Siciliano hanno dato vita ad un momento di confronto pubblico. In una nota ufficiale, il Progetto UFO Signs fa un bilancio della manifestazione in cui si è registrata anche la presenza del popolare ufologo Maurizio Baiata.
Riceviamo e pubblichiamo:
Grande momento di condivisione e calorosa partecipazione al convegno promosso da UfoSigns e dal CUS a Riposto il 2 dicembre. Un pubblico attento e particolarmente interessato ha salutato il ritorno di Maurizio Baiata in Sicilia, partecipando attivamente a quella che è stata una lunga e approfondita disamina del fenomeno delle Abduction, sia come resoconto della sua esperienza personale che come scenario generale. L’evento del 2 dicembre ha segnato in qualche modo un piccolo passo avanti nella prospettiva di un nuovo modo di affrontare la tematica extraterrestre, nel quale la sia pur importante visione di una Ufologia fatta da avvistamenti e conseguenti studi in merito vien man mano sostituita da quello che è il nuovo scenario della tematica stessa, la sua naturale evoluzione, l’interazione tra alieni e umani. Il Centro Ufologico Siciliano e UfoSigns, nonché i loro due esponenti, Salvatore Giusa e RobertoLa Paglia, ritorneranno molto presto su questa tematica alla quale daranno spazio anche sulla rivista digitale SIGNS Magazine che proprio in questi giorni sarà online. Un convegno ben riuscito che si aggiunge ai tanti recenti successi conquistati da Giusa eLa Pagliae che, come confermano gli stessi, è soltanto l’inizio di tutta una serie di eventi che verranno proposti durante l’arco dell’ormai prossimo anno”. (Foto: per gentile concessione UFOSigns/Centro Ufologico Siciliano)
Fonte:Notizie fresche

UFO über alles: il Tribunale di Berlino fa aprire gli X-Files

Clamoroso a Berlino. Se negli USA gli appassionati ed i ricercatori UFO hanno dovuto inghiottire il boccone amaro della risposta ufficiale della Casa Bianca, riguardo le prove sull’ipotesi aliena, ben diversamente è andata in Germania. E’ di queste ore una notizia che potrebbe avere dei risvolti quanto mai interessanti anche da un punto di vista della ricerca internazionale. Il tribunale amministrativo di Berlino, ha stabilito di applicare il diritto di accesso alle informazioni ufficiali, in base al Freedom of Information Act, al Servizio scientifico del Bundestag tedesco. E dietro le note ufficiali della sentenza, si aprono le porte a tutto ciò che potrebbe concernere il potenziale materiale UFO presente in quegli archivi. Si ignora la consistenza di materiale a tema Ovni ma non è escluso che qualcosa di rilevante potrebbe esservi. Segreti verranno svelati? Pare che il Parlamento tedesco abbia fatto già ricorso verso questa sentenza. In pratica la questione, almeno ufficialmente, nasceva su un problema di proprietà intellettuale della documentazione. Norme di copyright che avrebbero ostacolato la divulgazione del materiale in oggetto. Molti appassionati e ricercatori locali credono che, dietro le motivazioni ufficiali, vi sia una realtà più complessa. In effetti i documenti in questione, indipendentemente da una reale attinenza con la questione UFO, potrebbero celare segreti e risvolti di natura militare. Siamo tuttavia nel campo delle pure ipotesi. Sul sito ufoportugal.blogspot.com è possibile consultare un ampio reportage del caso in questione (per chi non ha dimestichezza con la lingua portoghese è consigliabile l’uso di Google Translate) Nel video in appendice all’articolo, tratto dal canale ufficiale YouTube di Koppverlag, si può visionare come i mass media tedeschi hanno diffuso la notizia. L’argomento è trattato a partire dal minuto 11.38 del filmato.

(Foto e video: @koppverlag YouTube)

Fonte. notizie fresche

1 dicembre 2011

Avvistamento (?) UFO a Roma

Riceviamo e pubblichiamo le foto di un presunto avvistamento avvenuto a Roma il 10 Ottobre 2011.






30 novembre 2011

Creato il virus che può uccidere la metà della popolazione mondiale

I ricercatori dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam (Paesi Bassi) hanno prodotto una variante estremamente contagiosa del virus dell’influenza aviariaH5N1 in grado di trasmettersi facilmente a milioni di persone, scatenando, così, una pandemia. Gli scienziati, guidati dal virologo Ron Fouchier, hanno scoperto che bastano cinque modificazioni genetiche per trasformare il virus dell’influenza aviaria (che finora ha ucciso 500 persone nel mondo) in un agente patogeno altamente contagioso che potrebbe scatenare una pandemia in gado di uccidere la metà della popolazione mondiale. La sua elevata capacità di diffusione è stata dimostrata in esperimenti condotti sui furetti, che hanno un sistema respiratorio molto simile a quello dell’uomo.
Le ricerche di Fouchier fanno parte di un più ampio programma mirato a una maggiore comprensione dei meccanismi di funzionamento del virus H5N1. È stato lo stesso virologo ad ammettere che la variante geneticamente modificata è uno dei virus più pericolosi che siano mai stati prodotti. Un altro gruppo di virologi dell’Università del Wisconsin in collaborazione con l’Università di Tokyo è arrivato a un risultato simile a quello di Fouchier.
Ora il dibattito è se pubblicare o no la ricerca. Molti scienziati che sono infatti preoccupati che, in mani sbagliate, il virus potrebbe trasformarsi in un’arma biologica. Negli Stati Uniti le polemiche sono roventi. Thomas Inglesby, scienziato esperto di bioterrorismo e direttore del Centro per la Biosicurezza dell’Università di Pittsburgh è categorico. «E’ solo una cattiva idea quella di trasformare un virus letale in un virus letale e altamente contagioso. E’ un’altra cattiva idea quella di pubblicare i risultati delle ricerche che altri potrebbero copiare». Critico anche Richard Ebright, biologo molecolare della Rutgers University in New Jersey: «Questo lavoro non andava fatto». Pubblicare lo studio però, come sostiene lo stesso Fouchier, aiuterebbe la comunità scientifica a prepararsi a una pandemia di H5N1. Sulla stessa linea d’onda l’italiano Fabrizio Pregliasco, virologo all’Università di Milano: «Non pubblicare lascerebbe i ricercatori al buio su come rispondere a un focolaio. Lo scambio di conoscenze è fondamentale per prevedere la reale gravità di una pandemia. L’aviaria era sì una “bestia” nuova, ma non apocalittica. Con un maggiore scambio di conoscenze la diffusione di informazioni sarebbe stata più precisa e meno allarmistica».
Fonte:  centroufologicotaranto.it

Russia: «Sabotata da Usa sonda per Marte»

Il generale Rodionov: «Colpa di una stazione radio In Alaska».



Screzi ‘spaziali’ tra Stati Uniti e Russia. Una stazione radio sperimentale americana avrebbe paralizzato i contatti con la sonda marziana Phobos-Grunt da due settimane bloccata intorno alla Terra e incapace di volare verso Marte, il pianeta rosso. L’accusa è pesante e ha fatto nascere sospetti e teorie strane. Anche perché a parlare è stato il tenente generale Nikolay Rodoniov, comandante del sistema di allerta russo nella rete di difesa dagli attacchi dei missili balistici.

MARTE, UN MIRAGIO. La sonda lanciata l’8 novembre doveva sbarcare su Phobos, la luna maggiore di Marte, prelevare campioni di suolo e riportarli sulla Terra. Inoltre doveva liberare in orbita marziana un satellite cinese. Invece appena giunta in orbita terrestre, è rimasta bloccata senza una spiegazione. Le stazioni russe riescono a «vedere» il veicolo spaziale di 13,5 tonnellate con le loro antenne soltanto pochi minuti al giorno quando passa sul territorio russo. E in queste circostanze non sono riuscite a stabilire un contatto.

SPERANZA. Mercoledì 23 novembre l’antenna europea dell’Esa a Perth in Australia, sembrava aver compiuto il miracolo raccogliendo dei segnali, dati telemetrici che avevano fatto ben sperare nella possibilità di recuperare la missione. Innanzitutto la comunicazione avrebbe permesso di capire che cosa fosse successo a bordo stabilendo se il guaio era nel software o nell’hardware. Nel secondo caso, ovviamente, non ci sarebbe speranza. Dopo mercoledì, però, il silenzio era tornato.

SISTEMI INCOMPATIBILI. I dati ricevuti a Perth venivano inviati subito al centro di controllo di Mosca e agli ingegneri della Lavochkin costruttori della sonda. E qui gli esperti si trovavano davanti a un’amara sorpresa: il contenuto era danneggiato e finora illeggibile. Secondo i tecnici questo era la conseguenza dell’incompatibilità tra i sistemi dell’Esa e quello russo per cui nel travaso si era verificato il danno.

Le accuse russe alla stazione radio americana in Alaska

Le antenne di Gakona in Alaska.


Ma l'invettiva di Mosca contro gli Stati Uniti è subito pronta come hganno dimostrato le parole del generale Rodionov che ha puntato il dito accusatorio su una stazione radio americana situata a Gakona, in Alaska. L’ufficiale russo ha riferito all’agenzia Ria Novosti, che in quel territorio sarebbe in corso il programma di ricerca Haarp (High Frequency Active Auroral Research Program) dedicato allo studio della ionosfera e ai suoi influssi sulle telecomunicazioni. Ma c’è chi dice, immaginando complotti, che qui compiano addirittura esperimenti per realizzare una superbomba elettromagnetica capace di provocare disastri naturali su scala planetaria: dai terremoti ai cambiamenti climatici, all’inversione dei poli magnetici della Terra.

UN'ALTRA AREA 51. Una fantastica e terribile teoria che finora non ha trovato alcuna prova. Ma il silenzio ha aumentato i sospetti come accade con la famosa Area 51 in Nevada. E il generale ha precisato senza indugio: «Le potenti radiazioni elettromagnetiche emesse da questa stazione possono aver danneggiato il sistema di controllo della sonda interplanetaria». Un’ipotesi da tecnico alla quale però non aggiunge alcun dettaglio.

TENTATIVI. Intanto i tentativi per stabilire contatti con Phobos-Grunt in Russia e con l’antenna dell’Esa stanno proseguendo. C’è tempo ancora una settimana e poi se la sonda non accende i propulsori e vola verso Marte si chiude la finestra di partenza, cioè il periodo favorevole per incontrare il vicino pianeta secondo le leggi della meccanica celeste. Allora pare sia necessario aspettare altri due anni perché si ripresentino le stesse condizioni. E se i contatti restano impossibili la sonda è destinata a cadere sulla Terra presumibilmente entro la fine di dicembre.

UN FALLIMENTO CHE ‘APRE’ AL COMPLOTTO. Se fortunosamente i contatti si ristabilissero e il guaio fosse di natura software, allora si potrebbe alzare l’orbita della sonda e rimediare ai problemi con calma. E fra due anni inviarla finalmente sulla luna Phobos. Ma questa possibilità sembra fantascienza e, nella disperazione per una grande missione morta sul nascere possono nascere anche le teorie dei complotti internazionali.

Fonte: www.lettera43.it

27 novembre 2011

Salvatore Giuse a TELECOLORISSIMI

UFO e mass media: documentario-inchiesta sulla Tv francese

Attesa e curiosità. In Francia si aspetta la proiezione di un documentario, riguardante gli UFO, sul canale televisivo francese pubblico “FR3 Rhône-Alpes, Alpes e Auvergne“. Un docu-film che metterà in risalto tutta la complessità di un fenomeno che, da decenni, divide l’opinione pubblica e mette in discussione, spesso con teorie anticonformiste, certezze e verità scientifiche assodate.


Non una semplice opera di intrattenimento, quanto piuttosto un’inchiesta che affronta uno dei temi più controversi della storia recente dell’umanità.


Gli UFO sono una grande illusione o una verità nascosta non ancora del tutto evidenziata e comprovata? Come altre opere simili, il documentario prodotto da Christian Sulleman guarda il fenomeno UFO con gli occhi di chi cerca semplicemente la verità, qualunque essa sia.


La proiezione avverrà il sette dicembre ed è probabile che calamiterà le attenzioni degli
appassionati locali, come ha messo in risalto sul suo blog ufficiale il ricercatore UFO Francese
Christian Macé. Non è escluso che dopo la prima visione televisiva, il documentario nei giorni
successivi potrà essere visibile sul canale ufficiale della tv francese.


Fonte:Notiziefresche.

26 novembre 2011

GLI ALIENI? SONO NOSTRI FRATELLI - INTERVISTA AL GESUITA AMERICANO GUY CONSOLMAGNO, TEOLOGO E ASTROFISICO DI FAMA MONDIALE

Intervista al gesuita americano Guy Consolmagno, teologo e astrofisico di fama mondiale, ricercatore scientifico alla "Specola Vaticana". La prospettiva che nello spazio ci siano altre forme di vita intelligenti, diventa sempre più una possibile fantastica realtà. In tutto il mondo fervono ricerche scientifiche sull'argomento. I maggiori studiosi della materia, pur ammettendo che ancora non si hanno prove significative, affermano che sono sempre più numerosi gli indizi favorevoli a una simile ipotesi.



E anche la Chiesa, che nel corso dei secoli è sempre stata molto prudente sull'argomento, recentemente, attraverso studiosi cattolici di altissimo rilievo, ha espresso opinioni di grande apertura e addirittura di entusiasmo. «L'idea che nello spazio ci siano altre forme di vita intelligente non è assolutamente in contrasto con pensiero tradizionale cristiano», dice il professor Guy Consolmagno, religioso gesuita, teologo e astrofisico di fama mondiale.

Guy Consolmagno, teologo e astrofisico di fama mondiale, ricercatore scientifico alla "Specola Vaticana".


«Per noi credenti, lo studio dell'universo è una meravigliosa avventura che ci riempie di stupore di fronte a ciò che Dio ha creato. Non possiamo pensare che Dio sia così limitato da aver creato esseri intelligenti solo sulla Terra. L'universo potrebbe benissimo contenere altri mondi con esseri creati dal suo stesso amore».

Guy Consolmagno fa parte dell'équipe degli scienziati della Specola Vaticana, uno degli osservatori astronomici più antichi del mondo. Voluta da Papa Gregorio XIII nella seconda metà del secolo XVI, la Specola Vaticana, che ora si trova a Castelgandolfo, ha continuato, lungo il corso dei secoli, a dare il proprio contributo alla ricerca astronomica, con scienziati di primissimo piano. Nel 1981, fu arricchita da un secondo centro di ricerca, il "Vatican Observatory Research Group" (VORG), a Tucson, in Arizona, sul Monte Graham, a circa 3000 mila metri, dove è in funzione un telescopio con specchio da quasi due metri di diametro, che costituisce il prototipo delle ottiche astronomiche di nuova tecnologia.

Dal 1978 al 2006, la Specola Vaticana è stata diretta dal gesuita padre George Coyne, americano di Baltimora, classe 1933, quattro lauree, docente universitario. Ora è diretta dal gesuita argentino padre José Luis Funes, 48 anni, allievo di padre Coyne, una laurea in teologa e una in astrofisica, molto noto nella comunità scientifica per avere compiuto, quando era ancora giovanissimo, straordinarie ricerche su certo tipo di galassie. Guy Consolmagno è un ricercatore di punta del gruppo degli scienziati della Specola Vaticana.

Nato a Detroit nel 1952, ha un curriculum scientifico eccezionale. Laureatosi giovanissimo al famoso MIT ((Massachusetts Institute of Technology) di Boston, una delle più importanti università di ricerca del mondo, ha conseguito poi titoli in varie altre università, diventando uno dei massimi esperti della complessa e vasta “scienza planetaria”, che comprende numerose specializzazioni. Inoltre, lo studio dell'Universo è stato per Consolmagno fonte di grande arricchimento spirituale al punto che, nel 1989, a 37 anni, ha deciso di abbandonare una brillantissima carriera scientifica mondana per diventare religioso gesuita. Ma anche da religioso ha continuato le sue ricerche. Ed è autore di numerosi libri di grande successo, ed è il più autorevole studioso al mondo dei significati scientifici dei meteoriti in rapporto alla vita nello spazio. Lo abbiamo incontrato nella sede della Specola Vaticana, a Castelgandolfo. Ci ha fatto da guida nei laboratori di ricerca, nella biblioteca dove sono conservati oltre 22 mila volumi tra cui seconde edizioni originali di Copernico, Keplero e Newton, e, con estrema gentilezza e disponibilità, ha risposto alle nostre domande. La Specola Vaticana è un osservatorio astronomico tra i più prestigiosi: la Chiesa è dunque molto interessata allo studio delle stelle?
«Lo è da sempre. Basti pensare che l'astronomia era una delle quattro materie che formavano il “Quadrivium”, cioè il percorso di formazione nelle università medievali, fondate proprio dalla Chiesa. Secondo gli insegnamenti della nostra Fede, noi sappiamo che Dio ha creato l'universo per amore e che ama la sua creazione al punto da aver mandato il suo Figlio Unigenito a diventarne parte. Sant'Atanasio, nel IV secolo, ha detto che l'Incarnazione di Gesù ha reso “sacro” l'universo intero. Quindi, studiarlo è come pregare,. Ed è anche un ottimo modo per conoscere meglio Dio, per comprendere, se così si può dire, il suo “stile”».

Nello studio delle stelle è contemplata anche l'ipotesi della possibile esistenza di altre vite intelligenti in mondi a noi sconosciuti. La Chiesa cosa ne pensa?
«La Chiesa, in questo campo, si affida alla scienza, alle ricerche scientifiche, ma è anche molto impegnata in queste ricerche. Nel novembre 2009, attraverso la Pontificia Accademia delle Scienze e in collaborazione con la Specola Vaticana, la Chiesa ha realizzato in Vaticano, una iniziativa scientifica che nessuno si aspettava: un Convegno internazionale di astronomi, biologi, geologi e religiosi, che hanno discusso una serie di temi riguardanti l'esistenza di possibili civiltà intelligenti di origine extraterrestre. Erano scienziati provenienti da tutto il mondo, appartenenti a diverse religioni e alcuni anche atei. Studiosi interessati all'argomento che hanno voluto confrontarsi tra di loro e soprattutto con il pensiero della Chiesa. Il cardinale Giovanni Lajolo, portando il saluto del Papa ai convegnisti, ha detto tra l'altro: “Nella ricerca nessuna verità può farci temere perché le scienze, proprio mentre aprono l'uomo a nuova conoscenza, contribuiscono a realizzare l'uomo come uomo”, indicando quale sia la linea di condotta della Chiesa anche su questo tema, e cioè “apertura assoluta alla verità” ».

E a quali conclusioni siete giunti?
«Noi, oggi, sappiamo che l'universo è costituito da miliardi di galassie, ognuna delle quali ha miliardi di stelle, con miliardi di satelliti. E' possibile, quindi, che esistano nell'universo numerosissimi pianeti simili alla Terra, dove sia possibile la vita. Un giorno, padre Coyne in un'intervista disse: "L'universo è tanto grande che sarebbe una follia dire che noi siamo un'eccezione"».


Lei è uno dei più accreditati esperti dello studio dei meteoriti, cioè “pezzetti” di corpi celesti che cadono sulla terra. Dallo studio di questi “reperti” è possibile avere indizi riguardanti la vita nello spazio?
«E' possibile. Meteore e meteoriti contengono composti di carbonio e acqua, le sostanze base da cui ha avuto origine la vita sulla terra. Studiare questi frammenti è entusiasmante proprio perché riguardano un campo di ricerca fantastico anche se ancora tutto incerto.
«Qui alla Specola Vaticana abbiamo una collezione di “meteoriti” unica nel suo genere. E' una raccolta speciale iniziata più di un secolo fa da un nobile francese, il marchese di Mauroy, donata al Vaticano dalla vedova nel 1935 e poi continuata dagli studiosi della Specola. E' formata da oltre mille pezzi di almeno cinquecento meteoriti diversi. E sono pezzi di incalcolabile valore scientifico. Dallo studio di questi “frammenti” si possono ricavare informazioni eccezionali, che riguardano la formazione e l'evoluzione del sistema solare. Significa avere notizie di un tempo che si esprime con una formula di questo genere: 4.5X10 alla nona potenza. Significa miliardi e miliardi di anni fa. Informazioni che riguardano le condizioni che esistevano durante e immediatamente dopo la formazione del nostro sistema solare, nonché la planetologia degli asteroidi, della Luna e di Marte».


E riguardo a possibili vite intelligenti nello spazio?
«Si può dire che da questo studio si ricavano importanti indizi favorevoli alla possibilità che vi sia la vita su altri pianeti».

Qualche tempo fa in Australia vennero trovati dei meteoriti con tracce di DNA, l'alfabeto della vita. Quella scoperta, secondo alcuni confermava che probabilmente l'origine della vita veniva dallo spazio. Ho letto che in quell'occasione lei venne mandato in Australia a studiare quella vicenda».
«La scoperta fece molto scalpore. Andai a studiare quella vicenda e tornato qui a Roma ripresi gli studi su tutti i vari meteoriti della nostra collezione. E' una strada di ricerca estremamente fantastica, ma difficile. Richiede, oltre a conoscere a fondo l'astronomia e l'astrofisica, conoscenze serie della geologia, della mineralogia, della chimica, della metallurgia e perfino della biologia. E richiede, soprattutto, tempo, molto tempo».

La Chiesa ci insegna che l'uomo è figlio di Dio. Se gli alieni esistessero davvero, dovremmo considerali nostri fratelli?
«Siamo tutti creature di Dio. Qualsiasi essere in grado di “consapevolezza” di sé e dell'esistenza degli altri, e che è libero di scegliere di amare gli altri o di rifiutarli, secondo san Tommaso d'Aquino avrebbe i tratti dell'animo umano, cioè fatto “a immagine e somiglianza di Dio”. Quindi, se gli extraterrestri avessero queste caratteristiche di “intelligenza” e di “libero arbitrio”, non solo sarebbero nostri fratelli ma condividerebbero con noi la stessa “immagine e somiglianza”.»

Secondo gli insegnamenti della Fede Cristiana, Adamo, capo dell'umanità, ad un certo momento ha rotto i rapporti di amicizia con Dio ed è stato cacciato dal Paradiso terrestre, trasmettendo ai suoi discendenti le conseguenze di quel suo peccato. Poi venne Gesù, il Figlio di Dio, che si è incarnato e con la sua passione e morte in croce ha riscattato l'umanità riconciliandola di nuovo con Dio. In che modo i possibili extraterrestri potrebbero entrare nell'opera redentrice di Cristo?
«Per ora non sappiamo niente riguardo la natura e la storia dei possibili abitatori di mondi sconosciuti nello spazio. Una cosa è certa: il centro della fede è che Gesù è il Figlio di Dio, fatto uomo, e che per mezzo di lui e in vista di lui tutto è stato creato. Quindi, ogni realtà creata, ogni realtà intelligente e libera che si trovi nell'universo ha sempre un riferimento fondamentale e radicale con la creazione da parte di Dio e con l'evento di salvezza che si realizza in Cristo».


Roberto Allegri

(foto di Nicola Allegri)

23 novembre 2011

Paul Davies: “il segnale Wow resta un mistero”



Il controverso segnale ricevuto dallo spazio interstellare rimane un enigma e, ancora, sfida la naturale spiegazione, ha dichiarato un esperto. I ricercatori che lavoravano presso il radio osservatorio Big Ear della Ohio University scoprirono, nel 1977, una registrazione di un segnale ricevuto dallo Spazio profondo. “Fu chiamato ‘segnale Wow’ perchè non fu ascoltato e prelevato in quel momento. Era presente nella registrazione informatica che, in quei giorni, era stampata su fogli di carta“, ha dichiarato lo scienziato Paul Davies. Davies è presidente del Seti (Search for Extraterrestrial Intelligence): Post-Detection Science and Technology Taskgroup della International Academy of Astronautics ed è professore alla Arizona State University.
Fu un impulso piuttosto lungo; non era un blip. Non fu mai spiegato, in modo soddisfacente, come un fenomeno naturale“, ha detto.
Nella sua ricerca di intelligenze extraterrestri, Davies ha riferito che nei primi anni 60 del secolo scorso molti autorevoli scienziati consideravano il campo di ricerca come ridicolo.


 Negli anni 60, se dicevi che eri alla ricerca di vita intelligente nell’Universo, ti poteva anche venire detto che andavi a caccia di fate“.
Tutti erano convinti che la vita fosse un bizzarro mostro, un’abberazione confinata alla Terra”.
Il segnale, che arrivò approssimamente dalla costellazione del Sagittario, non fu mai più ripetuto, ma Davies ha affermato che gli astronomi non hanno risorse sufficienti per concentrarsi in quella zona del cielo.
Ogni volta che i radioastronomi hanno avuto il tempo per puntare i telescopi in quella parte del cielo, non hanno raccolto nulla”.
Se potesse bastare guardare in quella regione del cielo per un decennio, forse ce ne sarà un altro, ma non hanno le risorse per farlo”.
Davies ha una lunga carriera in fisica teorica, cosmologia e astrobiologia ed è autore di diversi libri , da “The Physics of Time Asymmetry” del 1974 al più recente “The Eerie Silence”.
Nel suo ruolo per il SETI, ha il compito di proporre dei piani d’azione in caso di contatto con una civiltà extraterrestre avanzata.
Ha un asteroide che porta il suo nome, 6870 Paul Davies, ed è il precursore della teoria della panspermia – ossia che la vita è ampiamente distribuita nell’Universo. Sulla Terra l’origine della vita può essere merito di Marte attraverso l’impatto di meteore e asteroidi.

Fonte Centro Ufologico Ionico trad. di Antonio De Comite, 22 Novembre 2011, fonte originale News 24 del 14 Novembre 2011




Interazioni Tra Umani E Alieni

3 ottobre 2011

INTERAZIONI TRA UMANI E ALIENI - GRANDE SUCCESSO PER IL CONVEGNO MONDIALE



Il titolo della manifestazione capitolina era “Interazioni tra umani ed alieni”, organizzata magistralmente dal noto ufologo romano Massimo Fratini, anche conduttore della serata. Non poteva essere altrimenti, dato il suo curriculum di assoluto prestigio. Come pure prestigiosa è stata la partecipazione di Maurizio Baiata, che ha tradotto brillantemente le parole di Travis Walton, il più famoso addotto (rapito dagli alieni) di tutti i tempi. Toccante è stata la storia di quest’ultimo, tanto è vero che ad un certo punto, provato da quanto stava raccontando, si è dovuto fermare un momento per bere un sorso d’acqua, sopraffatto alla forte emozione nonostante i tanti anni trascorsi dal 1975 fino ad oggi. (nella foto sopra: da sinistra Massimo Fratini, Travis Walton, Angelo Carannante e Salvatore Giusa)
Giovanna Podda, la famosa rapita dagli alieni che tanto scalpore suscitò con la sua storia alla nota trasmissione “Mistero” di Italia 1, ha mostrato delle clamorose ed inedite sorprese della sua storia. Anche Pierfortunato Zanfretta è stato della due giorni, rivelandosi una persona molto simpatica, nonostante la sua straordinaria esperienza che ha traumatizzato diversi rapiti che come lui l’hanno vissuta in prima persona. Maurizio Cavallo, altro rapito, che è sembrato come gli altri persona molto sensibile, non si è risparmiato nello spiegare quanto tutt’ora gli succede con esseri che lui afferma essere alieni.



Sopra, Pier Fortunato Zanfretta a sinistra e Angelo Carannante del Centro Ufologico Benevento, in un momento di pausa tra il pubblico.


Filiberto Caponi, ha illustrato in ogni suo particolare l’esperienza degli incontri con una stranissima creatura che nel 1993 egli immortalò in diverse istantanee che hanno fatto il giro del mondo. All’evento romano ha partecipato anche il dr. Angelo Carannante, Presidente del Centro Ufologico di Benevento Mars Group Campano (CUBMGC) e del Centro Ufologico Mediterraneo (CUFOM) che ha parlato dei fatti ufologici di San Nicola Manfredi (Benevento), Monte di Procida (Napoli), Alvignanello (Caserta) ed Alvin (Texas).  Sul sito ufficiale del CEUBMGC e del CUFOM all’indirizzo www.centroufologicobenevento.com ci sono ricchi articolo che saranno ulteriormente arricchiti nei prossimi giorni con interviste e servizi, preparati grazie anche ai membri del CUBMGC e del CUFOM, dr. Nino Capobianco e ing. Donatello Guerrera. Della serata sono stati anche gli ufologi Ivan Ceci, Salvatore Giusa presidente del Centro Ufologico Siciliano. La saga sugli ufo ed alieni è riuscita alla grande, come testimoniato dal folto pubblico e dalla presenza dell’emittente nazionale Italia 1 (Studio Aperto). 

 

16 settembre 2011

EX MILITARE DELLA ROYAL AUSTRALIAN NAVY: NEL 1992 VEDEMMO UN UFO





Quotidianamente, ormai da tempo, siamo abituati a leggere e apprendere notizie provenienti da ogni parte del mondo, riguardanti strani avvistamenti e fenomeni anomali misteriosi. Queste manifestazioni avvengono inaspettatamente dinanzi ai nostri occhi e creano nelle persone coinvolte sgomento ed incredulità oltre che una trasformazione radicale di tutte le certezze che hanno accompagnato fino a quel momento la loro esistenza. Una condizione, questa, che le pone in una posizione di estremo disagio rispetto al resto della comunità, soprattutto grazie all’opera massacrante di persone scettiche sempre pronte a deridere e ad esorcizzare tutto ciò che è ritenuto sconosciuto, con conseguente discredito ed emarginazione del povero malcapitato. Ma quando le testimonianze giungono da persone che nella vita sociale occupano una posizione peculiare allora questo interesse al discredito e la voglia di deridere viene meno, lasciando posto al dubbio, che si insinua anche nella più scettica delle persone.
E’ questo il caso di ex appartenente alla Royal Australian Navy, che nel 1992 mentre era a bordo del cacciatorpediniere Brisbane (ora in disarmo) ebbe insieme ai suoi commilitoni un vero e proprio avvistamento UFO. L’uomo (le cui generalità sono rimaste anonime per ovvi motivi), oggi 39enne, era in navigazione con la sua unità navale per una crociera di esercitazione nei mari australiani.
Improvvisamente un oggetto non identificato apparve di fronte all’imbarcazione e volteggiò nel cielo per almeno mezz’ora.
Secondo l’ex marinaio, l’UFO non era riconoscibile dal punto di vista convenzionale, non aveva i classici contrassegni degli aeromobili terrestri ed emanava una luce molto forte. Ma mentre alcuni marinai, tra cui lui, assistettero visualmente all’incredibile scena i radar dell’unità militare non registrarono alcuna anomalia, nulla. Una circostanza, questa, che rientra tra le ormai note caratteristiche che caratterizzano le osservazioni UFO.
Successivamente, l’oggetto si è spostato in direzione sud ovest rispetto alla nave per poi improvvisamente accelerare e scomparire. Lo sgomento tra i componenti dell’equipaggio e nel testimone di oggi fu tale che nessuno ebbe il coraggio di parlarne successivamente per cui l’evento è rimasto sotto silenzio fino ad oggi.

Sicilia Ufo fotografato nel 1978. A Riposto CT

Alcuni mesi fa, sono venuto in possesso di una foto per me straordinaria di un presunto ufo visto volare nel cielo di Riposto in Provincia di Catania .Lo scatto fotografico avvenne nel dicembre del 1978,il testimone ha tenuto conservata la foto per tutto questo tempo nel cassetto. Fino ad alcuni mesi fa’,quando tramite e-mail sono stato contattato. E’ qualche giorno dopo ci siamo dati appuntamento in una villa del paese. Ecco il suo racconto:Ero affacciato nel balcone di casa mia guardando il cielo quando all’improvviso ho visto passare davanti ai miei occhi un oggetto volante che non avevo mai visto prima di allora,aveva la forma circolare e roteava su se stesso velocissimo e volava lentamente ,faccio in tempo a prendere la macchina fotografica, che in quella occasione l’avevo nel salone sulla poltrona perche la sera prima avevo fatto alcune foto a mio figlio. Faccio un solo scatto,dopo di che abbasso la macchina fotografica, non c’èra più l’oggetto davanti a me, era scomparso. Ancora oggi ricordo benissimo quella immagine come se fosse ieri. Oggi signor Giusa incontrando lei ,mi libero di questa foto con rammarico,ma sono sicuro che lei ne faccia una buona documentazione, ecco la foto signor Giusa e grazie. Questo è quello che mi disse,comunque la foto è veramente interessante,la cosa che ho chiesto prima che il testimone andasse via,se poteva trovarmi i negativi di questa foto,mi disse che le cercava!Aspettiamo,intanto godiamoci la foto.


1 settembre 2011

Un interessante avvistamento avvenuto a Giardini Naxos, ME il 15 agosto 2011

Centro Ufologico Siciliano


Un turista francese in vacanza tra Taormina e Giardini,il 15 Agosto alle ore 15:10,nota in cielo uno strano puntino nero,incuriosito scatta una serie di foto,ritornando in Francia scarica sul PC le foto dove si nota lo strano puntino nero.




15 Agosto 2011 –Giardini Naxos


A fine Agosto 2011, ci perviene questa fotografia, scattata con una fotocamera Panasonic DMC-FS35, ripresa il 15 Agosto 2011, alle ore 15:10 e 14 secondi. La foto è stata spedita presso la nostra casella di posta elettronica allegata alla seguente descrizione: «Ho scattato questa foto il 15 Agosto alle ore 15:10, ero in un albergo di Taormina quando ho visto un punto nero su Giardini Naxos (traiettoria: Catania Messina) a circa 2000-3000 metri. Ho fatto un zoom x20 a 5 milioni di Pixels; ma con in sole non si vedeva bene lo strano oggetto perché in controluce, pensavo fosse un’aquila oppure una vela. Quando sono rientrato in casa in Francia ho messo tutto sul computer ed è apparsa questa foto: molto strana, no?».
L’autore non si firma con nome e cognome, e quindi si garantisce la propria privacy. Seguendo alcune normali operazioni di computer grafica, si evince come il soggetto della foto appaia, in effetti, un soggetto estremamente interessante.

Prima di tutto il suo profilo, dotato di riflessi e di un contorno ben netto e distaccato dal fondo dell’immagine, inoltre, si nota la presenza di alcune strutture, che secondo le analisi sarebbero proprie dell’oggetto e non delle alterazioni dovute alla compressione dell’immagine.

Di cosa può trattarsi, non possiamo sapere, fatto è che tale oggetto risulta essere un oggetto reale e non un riflesso, della polvere o quant’altro. Il testimone ci riferisce che forse si può trattare di un uccello, forse di un rapace, ma la stranezza di tale foto è che se si dovesse trattare di un rapace, ciò non potrebbe spiegare la sua strana posizione orizzontale pur mantenendo le ali adese al proprio corpo (picchiata). Questo tipo di uccelli, infatti, proprio per le loro dimensioni, sono soliti chiudere le proprie ali solamente nelle picchiate, per avvicinarsi alle loro prede. Normalmente, invece, volano orizzontalmente, mantenendo le proprie ali aperte, per sfruttare le correnti ascensionali e muoversi così senza il minimo sforzo. Sembra improbabile, a questo punto, che la sagoma fotografata (a circa 1/200 di secondo), possa essere spiegata come l’immagine di un rapace. Pur considerando la possibilità di altri tipi di volatili, ne risulta che la forma e i contorni dell’oggetto, poco si accostano all’immagine di un volatile in volo.
L’immagine, purtroppo evidenzia la presenza di una compressione video molto elevata, le analisi che sono state eseguite, quindi, sono da ritenere non definitive su un soggetto che presenta una quantità di dati insufficiente per poter giungere ad una ipotesi conclusiva sulla natura della stessa.

Foto1: Si evidenzia l’interno dell’oggetto, che mostra come in realtà la parte inferiore di questo (quella rivolta verso il suolo) sia in effetti dotata di chiaro/scuri e non di un’immagine statica. Ciò dimostra la tridimensionalità dell’oggetto ripreso, la cui natura, per buona approssimazione risulta del tutto reale.

Foto2: Si evidenzia il contorno dell’oggetto, o vero l’alone che avvolge l’elemento sottoposto allo studio. In questo caso si evince la presenza di un riflesso luminoso posto nella parte superiore dell’ordigno, tale evidenza dimostra come l’oggetto sia illuminato dal sole e si trovi alto nel cielo. Inoltre attorno al perimetro dell’ipotetico ordigno si notano una serie di particolari cromatici che ci fa presupporre come tale corpo sia effettivamente presente nel cielo e come questo sia in grado di interferire con l’atmosfera in cui è immerso.

Foto3: Delineamento dei contorni solidi dell’oggetto.

Foto4: Come per la foto n.3, ma in questo caso sono state variate le componenti dei mezzi toni e delle luci dell’immagine, per mettere in evidenza i riflessi luminosi emananti dall’oggetto.

Foto5: Si evidenzia il forte riflesso luminoso posto al di sopra dello scafo, in questo caso colorato di sfumature rosse.

Foto6: Si evidenzia il riflesso luminoso, come nella foto n.5 e la parte centrale dello scafo: in questo caso l’elevata compressione del formato JPEG, che ha del tutto frammentato le sfumature presenti nell’immagine e quindi i particolari presenti sull’ordigno.

Conclusioni

L’oggetto appare reale, quantomeno nel contesto da noi studiato. La foto presenza un’elevata compressione e perdita di particolari (in questo caso utili per capire bene di cosa si tratta). Ciò nonostante l’oggetto presenta delle strutture molto interessanti, che secondo le analisi si riferiscono ad un corpo di forma ovale o fusiforme, di colore bruno o scuro (forse grigio) dalle fattezze metalliche, o metallizzate, dotato di riflessi e dalla superficie riflettente. Si evidenzia inoltre la presenza di una superficie tridimensionale e non piana o piatta. Si potrebbe appunto trattare di qualcosa presente realmente nel cielo, non riferibile ad alcun velivolo noto.

Fermo restando tale conclusione, l’oggetto presenta ben pochi particolari per mezzo dei quali è possibile, in questa sede, determinare in via definitiva e decisa, la reale natura dell’oggetto in questione, che rimane a tutti gli effetti non identificato.


Particolari inquietanti

Alcuni particolari, hanno catturato la nostra attenzione dal primo momento in cui abbiamo avuto modo di analizzare la fotografia. In primis, lo strano contorno (chiaro) visibile attorno all’oggetto, spesse volte determinato dalla presenza della compressione JPEG e dall’utilizzo di fotocamere dotate di sensore elettronico (non reflex classiche a pellicola). In questo caso, infatti gli oggetti scuri, vengono contrastati e riprodotti dal sistema elettronico delle fotocamere generando un bordo chiaro sul perimetro di qualsiasi oggetto scuro.

Questo tipo di colorazione chiara, però, potrebbe far pensare anche ad un fotomontaggio, pur constatando che tale ipotesi sembri del tutto inconcludente nella foto da noi presa in esame, dato che l’oggetto stesso, mostra particolari concordanti con il resto dell’immagine esaminata: rumorosità, risoluzione, tonalità, etc).

Conclusioni Finali

La presenza dei metadati (EXIF) contenuti dell’immagine ci dice come la foto sia in realtà un originale non contraffatto, perché non sono stati modificati dopo lo scatto. La valutazione finale, comunque deve tener conto anche di altri dati osservati nell’immagine. In conclusione dai dati presenti sulla foto risulta incerto se tali dati siano stati elaborati o siano del tutto originali (con una approssimazione di modifica intorno al 33%).

Vorrei ringraziare l’amico Dott, Daniele Cataldi,che come sempre a curato le analisi di questo nuovo caso

Salvatore Giusa e Daniele Cataldi

28 agosto 2011

INTERAZIONI TRA UMANI E ALIENI
con la partecipazione straordinaria di
TRAVIS WALTON, l'uomo rapito dagli Alieni

TRAVIS WALTON E LA SUA ESPERIENZA DI ABDUCTION






INTERVENGONO:


TRAVIS WALTON
(autore del libro "FIRE IN THE SKY" e coautore del film "BAGLIORI NEL BUIO")
MASSIMO FRATINI
(Esperto Interazioni Umani/Alieni - Direttore Segnidalcielo)






ANTONIO CHIUMENTO
(Ricercatore ed esperto UFO)
IVAN CECI
(giornalista ed esperto UFO)
PIER FORTUNATO ZANFRETTA
(testimone di abduction)
FILIBERTO CAPONI
(testimone di Incontro Ravvicinato)
GIOVANNA PODDA
(testimone di Abduction)
ANGELO CARANNANTE
(Presidente del CENTRO UFOLOGICO BENEVENTO)
SALVATORE GIUSA
Centro Ufologico Siciliano




NON MANCATE A QUESTO GRANDE
Appuntamento 




















E' MORTO BUDD HOPKINS



Una di quelle notizie che nessun appassionato di ufologia vorrebbe mai sentire, Budd Hopkins si è spento il 21 Agosto 2011 alle 13.35, era malato di cancro e polmonite. Budd Hopkins insieme a John Mack (psichiatra e professore della Harward), morto anch'esso anni fa investito da un auto, hanno rappresentato il punto di riferimento per i piu importanti studiosi al mondo di alien abductions (rapimenti alieni).
 "...una di quelle notizie che nessun appassionato di ufologia vorrebbe mai sentire"
Hopkins. descritto da tutti come una persona generosa, intelligente e umana, è nato a Wheeling (Virginia Occidentale) il 15 giugno 1931; era un pittore e scultore.
Si è diplomato nel 1953 nella sua città natale all'Oberlin College, quindi si è trasferito a New York dove ha trascorso il resto della sua vita. Era un un artista di grande fama. Le sue opere d'arte si trovano nelle collezioni permanenti di Whitney Museum, Guggenheim Museum, Hirshhorn Museum e Museum of Modern Art; per la sua attività artistica ha ricevuto sovvenzioni dalla Guggenheim Foundation e dal National Endowment for the Arts. I suoi articoli sull'arte sono stati pubblicati in riviste e giornali importanti. Per molti anni ha tenuto lezioni in molte scuole d'arte, tra cui il Truro Center for the Arts a Castle Hill.






Foto sopra: Budd Hopkin sul ponte di Brooklyn durante la registrazione del DVD Video dedicato al Caso di rapimento Alieno di Linda Cortile. 

Foto sotto: durante un suo meeting sugli addotti negli USA




Il suo interesse ufologico nasce Nel 1964 quando insieme ad altre due persone vide un UFO alla luce del giorno per parecchi minuti. Affascinato dalla cosa, iniziò ad interessarsi dell'argomento leggendo libri e articoli ed è entrò a far parte del NICAP, un'organizzazione ora non più esistente che si occupava di ricerche sugli UFO.







Nel 1975, Hopkins studiò insieme a Ted Bloecher il rapporto di un avvistamento UFO con molti testimoni, avvenuto nel New Jersey e chiamato "avvistamento di North Hudson Park". Nel 1976 Hopkins scrisse il resoconto dell'investigazione, che fu pubblicato su Village Voice. Hopkins cominciò a ricevere regolarmente lettere da testimoni di avvistamenti di UFO, che in pochi casi includevano quello che fu in seguito definito "tempo mancante" (missing time), ovvero inesplicabili vuoti di memoria a seguito di un incontro ravvicinato con un UFO.
Insieme a Bloechee ed alla psicologa Aphrodite Clamar, Hopkins cominciò ad investigare su queste esperienze e arrivò alla conclusione che questi casi erano dovuti a rapimenti alieni.
Alla fine degli anni ottanta, Hopkins era già divenuto uno dei più noti studiosi di ufologia, ottenendo un livello di attenzione che non aveva quasi precedenti in questo campo. Nel 1989 costituituì l'Intruders Foundation, un'organizzazione senza scopo di lucro per pubblicizzare le sue ricerche e fornire supporto alle persone vittime di rapimenti alieni.



Sopra Salvatore Giusa e Budd Hophins nel 2005


Budd Hopkins insieme a John Mack (a sinistra), psichiatra ed emerito professore della Harward Medical School, morto anch'esso anni fa investito da un auto, hanno rappresentato il punto di riferimento per i piu importanti studiosi al mondo di alien abductions (rapimenti alieni)




Nel 1996 ha pubblicato il libro "Witnessed", in cui ha descritto un classico caso di rapimento alieno avvenuto nel 1989 a New York vicino il Ponte di Brooklin. Da non dimenticare che lo stesso Hopkins si è interessato anche al caso di Rapimento Alieno di Travis Walton.
Vi lasciamo ad un video di Budd Hopkins ricordandolo ancora come uno dei grandi pionieri dell'ufologia a cui tutti i studiosi del settore devono veramente molto.




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